Salvatore Greco

Il sito del coordinatore regionale della Puglia prima di tutto

Ma ora non si arresti il percorso virtuoso avviato da Fiore

«Mi auguro che il nuovo assessore alla Salute non arresti il percorso virtuoso che con Fiore era stato tracciato per risolvere la vertenza dei dirigenti medici stabilizzati e poi licenziati». Lo afferma il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, il quale esprime «solidarietà al professor Fiore per ciò che in questi anni ha dovuto subire per resistere alle pressioni che da più parti gli sono venute».

«Il desiderio di ritornare all’impegno accademico a tempo pieno – spiega Greco – era ben noto, e non da oggi. Soltanto il suo senso di responsabilità e la volontà di portare a termine l’opera avviata con il Piano di rientro lo avevano fatto desistere più volte dalle dimissioni. Ancora venerdì scorso, durante l’incontro che abbiamo avuto per la soluzione del problema dei 530 “destabilizzati”, mi aveva confermato la sua aspirazione, tornare appunto in università». «Ora il cambio della guardia – prosegue il consigliere regionale – impone ancora di più la assunzione di responsabilità da parte della giunta perché alcuni percorsi virtuosi, come quello che aveva portato alla bozza di una delibera-sanatoria per la riassunzione dei medici licenziati, non siano interrotti: in questo senso, consola sapere che il suo successore abbia collaborato fin qui con Fiore».

«Una cosa è certa – conclude Greco – la responsabilità della sfortunata conclusione anticipata della esperienza assessorile di Fiore è tutta del governatore, che (lo ho detto più volte e lo ripeto ancora) lo ha lasciato solo davanti alla responsabiità gravosissima di condurre un assessorato e sei Asl allo sbando più completo. Mi auguro che la cosa non avvenga di nuovo anche con Attolini».

 

È pronta la delibera per riassumere i medici “destabilizzati”

«Sarà portata per l’approvazione alla prossima riunione di giunta regionale la delibera con cui le Asl saranno obbligate a ri-assumere i medici che avevano firmato il contratto di stabilizzazione ed erano stati poi licenziati a seguito della sentenza della Corte costituzionale». Lo rende noto il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, che nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore, per chiedergli se e in quali termini l’esecutivo regionale darà seguito all’ordine del giorno del Consiglio regionale per la soluzione della vertenza dei 530 dirigenti “destabilizzati”.

«Ho avuto rassicurazioni da Fiore – afferma Greco – che il testo della delibera è già pronto e prevede il ripristino dei contratti di assunzione a tempo indeterminato che erano stati improvvidamente rescissi dalle Asl». «Resta la difficoltà – prosegue – di trovare una soluzione inoppugnabile anche per chi, pur avendo i requisiti per la stabilizzazione, non è stato assunto per ritardi nell’iter di formalizzazione del contratto: si tratta di decine di medici, soprattutto della Asl di Foggia, i quali non possono essere abbandonati al proprio destino». «Fiore mi ha assicurato – spiega il consigliere regionale – che buona parte del centinaio di posti per medici che verranno messi a bando nelle prossime settimane saranno destinati alla Capitanata, il che potrebbe rappresentare un primo buon segnale in questa direzione».

«Non posso che esprimere il mio plauso – conclude Greco – per il lavoro svolto nelle ultime settimane dall’assessore Fiore per risolvere la vicenda di professionisti illusi dalla chimera vendoliana del contratto a tempo indeterminato e disillusi dalla realtà di una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta».

 

Plauso a Fiore per impegno su medici “destabilizzati”

Il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, al termine dell’incontro di questa mattina con l’assessore: «Si va nella direzione tracciata dal mio ordine del giorno»

Esprime «grande soddisfazione» il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, al termine del colloquio avuto questa mattina con l’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, in merito alla vertenza relativa al personale sanitario ex stabilizzato: «La soluzione alla quale l’assessore sta lavorando – riferisce Greco – è quella tracciata dall’ordine del giorno che ho proposto durante l’ultimo Consiglio regionale e che ha impegnato la giunta al varo di una delibera di indirizzo che ripristini di fatto tutti i contratti di stabilizzazione che erano stati sottoscritti prima della sentenza della Corte costituzionale».

«Come più volte avevamo ribadito – spiega il consigliere regionale – la via di soluzione della vicenda era tutta amministrativa e tutta “barese”, non c’era cioè la necessità di un intervento del governo nazionale e del Parlamento, peraltro difficilmente configurabile: del resto le sentenza dei magistrati del lavoro, quasi unanimemente, hanno ribadito la illegittimità dei licenziamenti in tronco, affidando alle Asl la possibilità di decidere sulla permanenza in essere dei contratti».

«Resta da definire – aggiunge Greco – una soluzione adeguata per la particolare condizione in cui versa il personale della Asl foggiana, laddove il ritardo con cui si è dato corso alla stabilizzazione toglie il presupposto su cui “agganciare” una soluzione simile a quella che varrà per tutte le altre Asl». «Per questo – prosegue – ribadiamo all’assessore e alla giunta l’invito a non dimenticare il personale sanitario di quella provincia: in questo senso consola, sia pure parzialmente, la rassicurazione per cui la maggior parte dei posti di medici che verranno messi a concorso nelle prossime settimane saranno destinate a Foggia a salvaguardia di chi oggi si trova nella condizione particolarmente sfortunata rispetto ai colleghi delle altre province».

«Ci auguriamo – conclude Greco – che la giunta voglia sostenere lo sforzo che Fiore sta portando avanti in modo determinato e puntuale, approvando quanto prima la delibera che egli sta predisponendo».

 

Quei manifesti sono un abuso: Vendola smetta di sprecare i soldi dei pugliesi

Perché sprecare i soldi dei pugliesi con la campagna “La Puglia non è un binario morto” quando i pugliesi sanno benissimo in quali condizioni viaggiano? Quanti servizi si sarebbero potuti finanziare con quei soldi?

«Chissà che con i soldi sprecati per questa inutile campagna pubblicitaria non si sarebbe potuto acquistare un treno intero». È ironico il commento del coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, che ha presentato una interrogazione per sapere «quanto è costata, come è motivata e quale è l’utilità della campagna di affissione di centinaia di cartelloni 6 metri per 3 con la scritta “La Puglia non è un binario morto”».

«A che cosa serve tappezzare la regione con manifesti come quelli, quando i pugliesi sanno benissimo in che condizioni si viaggia in treno da e per la Puglia – chiede Greco – e il destinatario della azione di Vendola dovrebbe essere Trenitalia e il governo nazionale, non certo chi vive in Puglia?». «È evidente – sostiene il consigliere regionale – che ancora una volta Vendola spende soldi pubblici a beneficio esclusivo e privato della propria immagine politica invadendo muri e cartelloni pubblicitari dei suoi calembour». «Vendola – prosegue – sa bene che le campagne di comunicazione si decidono avendo ben presente il target cui sono destinate e il messaggio che si vuole comunicare: in questo caso, il messaggio è ben noto e il target è sbagliato, quindi quei soldi costituiscono uno spreco e averli spesi costituisce un abuso».

«I pugliesi – conclude Greco – sono stanchi dei suoi giochi di parole, vorrebbero fatti, cioè servizi efficienti, tariffe basse, investimenti, risorse in favore di famiglie e imprese, a sostegno dell’occupazione di giovani e donne. Perché Vendola preferisce invece sprecare i soldi così?».

 

Il dg Scattaglia “ammutinato”, Fiore lo richiami

Anziché conformarsi alle richieste dell’assessorato e all’indirizzo votato all’unanimità dal Consiglio regionale, Scattaglia nomina un legale per un parere, con una delibera che non ha neppure copertura finanziaria.

«A chi risponde il direttore generale della Asl di Taranto, Scattaglia?». Lo chiede il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, che parla di «situazione kafkiana originata dal comportamento amministrativo del dg, il quale ha superato se stesso adottando venerdì scorso una delibera con cui ha chiesto un parere legale per dirimere la vicenda dei dirigenti medici ex-stabilizzati.

«Scattaglia cita ma di fatto ignora nella sostanza l’ordine del giorno con cui il Consiglio regionale ha impegnato la giunta a riassumere i medici che sono stati stabilizzati e poi licenziati – spiega Greco – Ignora altresì la nota con cui l’assessorato alla Salute ha chiesto di conciliare con i medici che hanno fatto ricorso a seguito del licenziamento, e nomina un avvocato, l’ennesimo che la Asl interessa per questa vicenda, per ricevere un “parere pro veritate” senza neanche preoccuparsi di dare una copertura finanziaria alla delibera». «Ancora una volta – prosegue il consigliere regionale – ci tocca prendere atto del caos in cui versa la sanità regionale, e ancora una volta ci tocca chiedere in modo pressante all’assessore Fiore di farsi carico di una soluzione definitiva». «La delibera di Scattaglia – aggiunge – considera la nota della Regione e l’ordine del giorno del Consiglio alla stregua di carta straccia, come se non avessero alcuna incidenza sul suo personale percorso di decisione e come se dovesse decidere in assoluta autonomia: oltre che essere intollerabile che il Consiglio venga trattato così, questo induce a chiedersi a chi risponda il direttore generale della Asl ionica, posto che appare assodato egli non risponda neppure a chi lo ha nominato».

«È evidente – conclude Greco – che la circolare inviata dall’assessore non basta a chiudere la vertenza, essendo state emanate nei mesi precedenti diverse delibere di giunta di segno opposto: per questo reiteriamo la richiesta che la giunta si faccia carico di un indirizzo univoco. Tuttavia il comportamento di Scattaglia, peraltro dissonante con quello degli altri suoi colleghi, appare assurdo e ingiustificato».

 

Urge fare chiarezza su appalto trasporto dializzati

Cento posti di lavoro a rischio: l’assessore Fiore verifichi di persona

«Sono troppe opacità nel bando di gara per l’affidamento del servizio di trasporto dei pazienti dializzati nella provincia di Bari: è urgente fare luce sulla vicenda». Lo chiede il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, che chiede all’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, di intervenire presso i vertici della Asl barese e «mettere ordine in un servizio che sta costringendo i pazienti a subire disagi indicibili».

«Prima è stato messo a bando l’affidamento con una gara divisa in sei lotti – spiega Greco – quattro di questi vanno deserti, con ogni probabilità per l’importo a base d’asta, due ricevono offerte, tuttavia dopo qualche mese la Asl revoca la gara annullando gli atti: una vicenda non chiara sulla quale non si può sorvolare». «Peraltro – prosegue il consigliere regionale – non si spiega la illogicità della motivazione con cui la gara è stata annullata: era stata bandita per lotti e poi è stata annullata per il fatto che non per tutti i lotti sono state presentate offerte. Sarebbe bastato rifarla per i quattro lotti residui».

«Quel che è peggio – aggiunge – è l’avviso pubblico che è stato emanato per la redazione di un albo di cooperative idonee a svolgere il servizio: secondo la Asl cioè, una volta redatto l’albo, i pazienti avranno la possibilità di scegliere a quale cooperativa chiedere il trasporto. Con il rischio che vi possano essere invece soggetti senza scrupoli che brigheranno per “accaparrarsi” i pazienti in uno squallido e deprimente mercato della malattia».

«Confidiamo che l’assessore Fiore – conclude Greco – voglia verificare di persona quello che sta accadendo: anche perché ci sono non meno di cento posti di lavoro a rischio».

 

Caos personale sanitario, la giunta non lasci solo Fiore

«Due raccomandazioni» perché le previste 400 assunzioni di medici e infermieri siano effettuate «sotto la stretta direzione dell’assessore alla Salute» e perché «Fiore non sia lasciato solo», ma anzi «la giunta lo sostenga con atti concreti di indirizzo». A farle è il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

«Alcune Asl – spiega Greco – si stanno muovendo nel solco tracciato dalla circolare dell’assessore Fiore e dall’ordine del giorno a mia firma approvato nel corso dell’ultimo Consiglio regionale: chi ha firmato il contratto per la stabilizzazione e poi si è visto licenziare per una errata interpretazione degli effetti della sentenza della Corte costituzionale deve essere reintegrato. In questo quadro, spiccano in negativo la Asl di Taranto, dove il direttore generale sembra non aver inteso qual è la volontà politica e amministrativa indicata dal Consiglio e dalla giunta, e la Asl di Foggia, dove il processo di stabilizzazione non è neppure cominciato e il personale rischia così di restare penalizzato sotto il profilo del diritto a un uguale trattamento con i colleghi della altre province».
Quanto alla prospettiva che possano bandirsi concorsi per 400 tra infermieri e medici, «è importante capire quali sono le vere priorità, e soprattutto va evitato l’errore di lasciare che le Asl bandiscano i posti sui quali hanno acquisito un diritto concreto e esigibile gli ex stabilizzati». «Ciò che sembra dietro l’angolo, soprattutto in alcune Asl – prosegue il consigliere regionale – è il caos per cui si intende coprire quei posti con concorsi ex novo, quando i percorsi conciliativi o i ricorsi per via giudiziaria sanciranno certamente il diritto dei cosiddetti “destabilizzati” a occuparli».

«Perché questo percorso si avvii e si concluda nel migliore dei modi – conclude Greco – serve però che l’assessore Fiore non sia lasciato solo dalla giunta, come troppe volte è successo nei mesi scorsi: sulla condizione del personale ex stabilizzato, per esempio, serve una delibera di giunta che dia l’indirizzo ai management delle Asl. Vendola si faccia carico concretamente della questione».

 

Medici ex stabilizzati, Greco a Fiore: verifica urgente su Asl Taranto

«È urgente che l’assessore Fiore si faccia carico di verificare ciò che sta succedendo alla Asl di Taranto, dove il direttore generale sembra ignorare l’approvazione dell’ordine del giorno con cui il Consiglio ha impegnato la giunta a risolvere positivamente la vertenza dei medici ex stabilizzati». Lo afferma il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

«Ancora una volta – spiega Greco – ci tocca lamentare il disordine con cui le Asl si stanno muovendo in queste settimane nell’affronto della vicenda che riguarda 530 dirigenti illusi dal percorso di stabilizzazione bocciato dalla Corte costituzionale: malgrado l’assessore abbia inviato una circolare già prima del Consiglio regionale di fine anno, risulta che a Taranto il direttore generale abbia addirittura impugnato le sentenze di reintegro dei medici». «Urge che Fiore si faccia carico di una verifica – prosegue il consigliere regionale – anche per la peculiarità della Asl ionica, dove a luglio scorso sono stati licenziati in 51 e più della metà sono stati lasciati a casa nei mesi successivi, non essendo destinatari neppure di un contratto a tempo determinato, coem invece è accaduto altrove». «È vero che la giunta non ha ancora avuto modo di trarre conseguenze formali dalla decisione del Consiglio regionale che, su mia proposta, ha dato l’indicazione di ripristinare in vigore i contratti di assunzione a tempo indeterminato stracciati dopo la sentenza della Consulta – sottolinea l’esponente del centrodestra – ma i manager della sanità non vivono certo sulla luna, e ritengo debbano invece seguire ciò che avviene nella principale assemblea legislativa di questa regione».

«Attendiamo un riscontro positivo da Fiore – conclude Greco – consapevoli come siamo che, aldilà della polemica politica, vi sono questioni che meritano di essere affrontati con uno sforzo comune: noi ce lo stiamo mettendo».

 

Inspiegabili ritardi sulle piante organiche delle Asl

«Dopo due mesi e mezzo dalla legge regionale che ha imposto alle Asl di predisporre finalmente le piante organiche alla luce dei tagli effettuati con il Piano di rientro, tutto appare ancora in alto mare, come se non ci si rendesse conto della inderogabilità di questo adempimento per poter assumere personale sufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza». Lo denuncia il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

«Aldilà dei numeri che si rincorrono relativi al fabbisogno di personale, anche a seguito di centinaia, forse migliaia di pensionamenti – spiega il consigliere regionale – l’organizzazione sanitaria regionale ha bisogno di punti fermi per poter predisporre una programmazione adeguata, e come ripeto da quasi un anno il primo di questi è senz’altro costituito dalle piante organiche». «È evidente infatti – prosegue – che se tagli ci sono stati, la grande parte del personale che lavorava in ospedali o reparti soppressi e ridimensionati dev’essere ricollocato, per esempio, o gli effetti sulle casse della Regione tarderanno a vedersi».

«L’evidenza – conclude Greco – purtroppo è di una gestione delle Asl perlopiù lasciata al caso, e quindi al caos: urge che la giunta prenda provvedimenti».

 

Fiore intervenga a tutela dei pazienti dializzati

Anziché risolvere il far-west del servizio di trasporto, la Asl di Bari peggiora il caos

«Con una delibera inspiegabile la Asl di Bari revoca gli atti di un bando di gara per l’affidamento del servizio di trasporto dei pazienti dializzati, e questo malgrado per alcuni lotti fossero state presentate offerte economicamente vantaggiose». Lo afferma il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, che chiede all’assessore alla Salute, Tommaso Fiore di fare chiarezza sul punto, visto che «questo provvedimento fa il paio con il caos denunciato qualche giorno fa in una interrogazione».

«La gara – spiega Greco – ha evidentemente rotto le uova nel paniere al cartello di cooperative che gestiva il servizio addebitando alla Asl costi esorbitanti pari al triplo di quanto invece può assicurare la Croce rossa italiana laddove le fosse affidato il compito di accompagnare i pazienti nefropatici cronici nei centri dialisi: un calcolo approssimativo per difetto fa ipotizzare un risparmio annuo di 720mila euro per la sola provincia di Bari». «Contro ogni logica e principio di buona amministrazione – prosegue il consigliere regionale – la gara bandita per lotti è stata annullata sotto Natale con la scusa che non per tutti i lotti sono state presentate offerte, ma allora non si vede il motivo per cui l’appalto è stato diviso in lotti. Come se non bastasse, due settimane dopo la delibera di affidamento del servizio alla Croce rossa, e senza modificare o revocare la delibera stessa, la Asl ha deciso di coinvolgere nel servizio, in un assurdo regime di concorrenza ai danni dei pazienti, le cooperative che fino a quel momento avevano gestito il trasporto chiedendo il triplo del compenso».

«Chiediamo all’assessore di intervenire – insiste – perché emanare un avviso pubblico per redigere un albo di cooperative ammesse a svolgere il servizio significa in soldoni che i pazienti saranno oggetto di una opacissima e inqualificabile attività di accaparramento tra i soggetti autorizzati, quasi che gli ammalati fossero pacchi da accaparrarsi in uno sconcio mercato della malattia». «È ora di smettere – conclude Greco – di considerare la sanità come una vacca da mungere: non è una questione soltanto di costi, ma della necessità di rimettere l’ammalato al centro del sistema sanitario regionale».