Salvatore Greco

Il sito del coordinatore regionale della Puglia prima di tutto

Vendola spieghi che cosa c’è dietro il rimpasto di giunta

«Soltanto pochi giorni fa Vendola aveva smentito la ipotesi di un rimpasto di giunta, oggi invece apprendiamo (dagli organi di stampa e non dalla sede di una riunione del Consiglio regionale) che il rimpasto si fa eccome, anche se di deleghe e non di assessori: che cosa c’è dietro questa decisione?». Lo chiede il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

«Ogni volta che il presidente Vendola ha messo mano a nomine assessoriali, deleghe, rimpasti – ricorda il consigliere regionale – è stato per motivazioni e finalità che solo nei mesi successivi ci è stato dato di comprendere: stavolta qual è il motivo per cui il governatore ha deciso di rimescolare le carte? CI auguriamo siano ragioni politiche e che si degni di renderle pubbliche al più presto, e nella sede deputata, ovvero l’aula consiliare».

 

Schittulli prenda esempio dai presidenti delle Province più virtuose

«Quattro Province pugliesi su sei non hanno aumentato l’imposizione fiscale sulla Rc auto, e Province come Firenze la hanno addirittura abbassata fino all’11%: è la prova che l’aumento non è “obbligato” dai tagli del governo né è l’unica soluzione per incrementare le poste di bilancio in entrata se proprio non si riesce a tagliare le uscite». È la controreplica del coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, al presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli: «Proprio la lettura del “Sole-24 Ore” di ieri, che il presidente cita – spiega Greco – potrebbe ispirarlo a ben altre misure che non un quasi generalizzato aggravio sui cittadini baresi (tutti quelli che hanno una autovettura) per oltre 10,5 milioni di euro».

«Quanto poi ai ritardi nei pagamenti dei fornitori della Provincia – prosegue – spiace che il presidente Schittulli smentisca quanto affermato dal suo vice, Altieri, il quale da giorni sostiene di aver avviato una indagine amministrativa per censire quante e quali siano i casi analoghi a quello capitato alla impresa che cura gli allestimenti della Pinacoteca, costretta a attendere oltre un anno il pagamento di fatture già pronte per il saldo a causa (sono parole di Altieri) di “inaccettabili tempi lentissimi della burocrazia” e di “lassismo degli uffici pubblici”. Il vicepresidente è arrivato perfino ad annunciare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari provinciali all’esito del monitoraggio che è stato disposto». «Se Altieri ha ragione, e non c’è da dubitarne – conclude Greco – il patto di stabilità non c’entra nulla: l’efficienza e l’efficacia della azione amministrativa della Provincia invece sì».

 

Provincia di Bari, è scandaloso l’aumento sulla Rc auto

«È scandaloso anche soltanto ipotizzare di aumentare il gettito proveniente dall’aliquota sulla Rc auto per rimpinguare il bilancio della Provincia di Bari, senza che prima si sia messo mano a una seria spending review». Lo dichiara il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, il quale nei giorni scorsi ha annunciato la richiesta di una verifica di maggioranza all’indomani dei ballottaggi.

«Gravare di altri 10 milioni la pressione fiscale sui cittadini baresi – spiega – in un momento come questo non è misura che può essere adottata in maniera superficiale: è bene che il presidente Schittulli sappia che non consentiremo che per far quadrare il bilancio si facciano mere operazioni contabili scaricandone i costi sulle spalle dei cittadini». «Schittulli – conclude Greco – che si definisce il Grillo dei baresi dovrebbe prima tagliare gli sprechi, intervenire sui gangli della amministrazione provinciale che non funzionano (vedi ritardi nei pagamenti alle imprese) e poi eventualmente tassare: fare cassa aumentando l’imposizione fiscale è quanto di peggio possa farsi in tempi di recessione».

 

De-stabilizzati, soltanto il Parlamento può sanare la situazione

“La leggina approvata dal Consiglio regionale di venerdì per i medici e i dirigenti ex stabilizzati è soltanto puna soluzione-tampone: per come è la situazione oggi, soltanto il Parlamento potrebbe intervenire per restituire il diritto al lavoro di questi professionisti”. Lo sostiene Salvatore Greco, coordinatore regionale della Puglia prima di tutto.

“L’inerzia protratta per mesi da parte della giunta Vendola, che pure avrebbe dovuto sentire la responsabilità di centinaia di medici illusi da una stabilizzazione illegittima – spiega Greco – ha impedito di uscire dal vicolo cieco per via amministrativa, come per mesi avevo suggerito di fare”. “Ora – prosegue il consigliere regionale – si è creata una situazione sperequata tra chi nella Bat ha potuto vedere confermata la stabilizzazione grazie alle transazioni attivate dalle Asl e chi nel Foggiano e nel Brindisino non ha neppure potuto completare i percorsi della legge Vendola, o chi nel Barese e nel Leccese non fruirà di una leggina che rischia di essere inefficace se la giunta non interverrà”.

“Faccio appello – conclude Greco – ai parlamentari pugliesi perché trovino una modalità legislativa utile a uniformare la condizione di tutti i cinquecento dirigenti e medici aventi titolo alla stabilizzazione: ne va della credibilità delle istituzioni regionali,  oltre che delle famiglie dei ‘destabilizzati’ e dei livelli di assistenza sanitaria in Puglia”.

 

«Vendola sollecita Cipe? Pensi al flop dei suoi cantieri»

Due anni dopo la promessa di “100 cantieri per 100 milioni in cento giorni” ne ha avviati appena 32, e 72 milioni giacciono inutilizzati

«A due anni dalla promessa di avviare cento cantieri in cento giorni, Vendola ne ha fatti partire appena una trentina per un totale di 27 milioni a fronte dei cento che erano disponibili: è bizzarro che il presidente della Regione solleciti ora il governo nazionale a far presto nello stanziamento dei fondi Cipe, visto che egli se fosse capace di investire in infrastrutture avrebbe ancora sulla carta più di un terzo dei progetti cantierabili che attendono la posa della prima pietra». Lo dichiara il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, con riferimento a uno degli impegni sottoscritti dal governatore nelle Dichiarazioni programmatiche all’inizio del secondo mandato, il 15 giugno 2010. 

«Basta consultare il sito del progetto – spiega Greco – per poter certificare il flop di Vendola nella propria regione, il che lo rende l’ultima persona che può polemizzare sulla efficienza della amministrazione pubblica e sulla efficacia della azione di governo: quando il governatore dice a Monti che “il salvadanaio c’è, i progetti ci sono, bisogna far partire i cantieri”, sembra che parli allo specchio». «I fatti documentati nelle pagine web della Regione sono evidenti – prosegue il consigliere regionale – l’ultimo cantiere è stato attivato il 22 giugno dello scorso anno, come dire che da undici mesi in Puglia non si muove foglia e che malgrado ci siano 72 milioni nei cassetti e altrettante opere pubbliche siano pronte per essere cantierate, tutto è fermo».

«L’appello “appassionato e forte” che Vendola rivolge al ministro Barca – conclude Greco – noi lo rivolgiamo a Vendola: smetta di parlare da leader nazionale di partito e faccia il suo dovere di presidente di Regione: anziché chiederlo al governo nazionale, provi Vendola a sentire il fiato sul collo della disperazione della gente di Puglia».

 

Greco a Schittulli: dopo i ballottaggi verifica di maggioranza o salta tutto

«E se il Pdl si defila, tavoli di verifica in tutti i Comuni dove siamo maggioranza»

«Ci fa molto piacere leggere la soddisfazione del presidente Schittulli per il suo risultato elettorale: per un movimento espressione di un presidente di Provincia che sta amministrando l’ente in piena autonomia, distribuendo nomine e incarichi senza produrre il benché minimo risultato per i cittadini, a ben guardare forse non c’è granché per cui essere allegri». Lo dichiara il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.

«Fa meno piacere invece leggere che Schittulli chieda un confronto agli “amici del Pdl” ignorando bellamente gli altri partiti della coalizione che lo ha fatto eleggere al vertice della Provincia – prosegue Greco – O forse il presidente è convinto che un monocolore Schittulli avrebbe ottenuto lo stesso risultato?». «Per quanto riguarda la Puglia prima di tutto – insiste il consigliere regionale – possiamo vantare una media di consensi che supera il 6% malgrado non abbiamo nulla da distribuire: abbiamo ottenuto l’11,3% di Trani, dove abbiamo espresso il candidato sindaco del centrodestra, il 5,8% di Gioia, il 7,9% di Polignano, il 5,5% di Castellana, Comuni nei quali abbiamo candidato a sindaco un esponente del partito, e a Turi abbiamo visto eletto primo cittadino un esponente del nostro partito».

«Sia chiaro che – prosegue – il giorno dopo i ballottaggi deve aprirsi una stagione nuova: se per senso di responsabilità stiamo preferendo lasciar passare il periodo elettorale, questo non significa certo che abbiamo intenzione di consentire a questa amministrazione di girare intorno alle roboanti promesse della campagna elettorale senza atti concreti per i cittadini». «Naturalmente – aggiunge – siamo certi di trovare al nostro fianco “gli amici del Pdl” nella richiesta di una verifica: altrimenti vorrà dire che ci faremo carico noi di aprire un tavolo di verifica per ogni amministrazione nella quale siamo maggioranza».

«Quello che sfugge al professor Schittulli – conclude Greco – è la differenza essenziale tra sé e Beppe Grillo: mentre il genovese fa il comico, è leader di un movimento ma non ha responsabilità di governo per cui può permettersi di fare l’arringapopolo e limitarsi a parlare, anche a vanvera, Schittulli è presidente della Provincia e gli elettori hanno creduto al suo programma di governo. Sarà il caso di riprenderlo tra le mani, quel programma, e intorno a un tavolo “spuntare” le promesse mantenute e quelle da mantenere? Secondo noi, ne verrà fuori un quadro molto poco soddisfacente».

 

Il consenso della Puglia prima di tutto conferma valore e ruolo delle liste civiche

Grande soddisfazione per il risultato Ppdt: i voti della Puglia prima di tutto sono ormai uno zoccolo duro nella coalizione

Bari, 8 maggio 2012 – «Ancora una volta la Puglia prima di tutto ha conquistato un risultato di tutto riguardo: la media delle percentuali ottenute nei Comuni dove abbiamo presentato una lista col nostro simbolo supera il 6%, in un contesto di coalizione che fa registrare una generalizzata sofferenza dello schieramento di centrodestra». È il commento del coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, all’indomani del voto per le amministrative.

«Dall’11,3% di Trani, dove abbiamo espresso Gigi Riserbato come candidato sindaco del centrodestra al 13,4% di Mottola e a oltre il 7% di Lecce e Casarano – sottolinea il consigliere regionale – la Puglia prima di tutto conferma la propria solidità e il proprio radicamento sul territorio andando a costituire ormai un indiscutibile zoccolo duro all’interno della coalizione: il 5,8% di Gioia, il 7,9% di Polignano, il 5,5% di Castellana, Comuni nei quali abbiamo candidato a sindaco un esponente del partito, così come l’affermazione di Onofrio Resta eletto primo cittadino di Turi sono risultati che testimoniano la capacità di interpretare le istanze dei cittadini meglio di quanto non riescano a fare i partiti tradizionali». «Il che – rimarca – in tempi di antipolitica e di disaffezione dei cittadini nei confronti della Cosa pubblica non è affatto male».

«Considerazione a parte – conclude Greco – merita il dato relativo al crescente astensionismo e al consistente numero di schede bianche e nulle, quasi 28mila in Puglia: sistemi elettorali complessi, procedure di scrutinio macchinose e soprattutto una politica percepita sempre più lontana dai cittadini sono tutte facce di un unico problema che ha bisogno di essere messo a tema quanto prima, ovvero la necessità di costruire un rinnovato rapporto eletto-elettore».

 

De-stabilizzati, replica all’attacco di Losappio e Disabato

Stupisce il congiunto attacco personale dei colleghi Losappio e Disabato: stupisce perché Losappio non ha mai spiegato come mai non è stato riconfermato assessore in questa legislatura; e Disabato non ha eguali tra gli esperti in materia sanitaria vista la sua florida attività imprenditoriale nel settore.
Il loro comunicato tuttavia stupisce soprattutto per il contenuto: fingono entrambi di ignorare che il “problema de-stabilizzazioni” ha origine esclusivamente nella goffa, elettoralistica e incostituzionale iniziativa di stabilizzazione voluta dal presidente Vendola e votata dal centrosinistra.
Quanto infine alla soluzione del problema, è appena il caso di notare il silenzio tombale con cui il centrosinistra ha seppellito per un anno la vicenda di questi 530 dirigenti illusi e disillusi. Attendiamo lumi.

 

De-stabilizzati, voterò no a legge incostituzionale

“La ricercata unanimità sulla leggina che dovrebbe dare ai medici stabilizzati e poi licenziati l’ennesima illusione di un contratto a termine non sana il punto della questione: si tratta comunque di un provvedimento incostituzionale, l’ennesimo che arriva nell’aula del Consiglio regionale da quando governa Vendola, e io non ho alcuna intenzione di votarlo”. Lo dichiara il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, alla vigilia della riunione di commissione che dovrà varare la proposta di legge.

“E’ insano – spiega Greco – pensare di adottare un provvedimento illegittimo per intervenire su una vicenda nata incostituzionale, male affrontata dalla giunta e ignorata dal centrosinistra, trascinata per mesi e arrivata oggi a una situazione paradossale per la quale nel Foggiano, ma anche nel Brindisino, il treno delle stabilizzazioni vendoliane non è proprio arrivato, nella Bat è arrivato e attraverso le conciliazioni ha visto sanate tutte le posizioni, e nel resto della Puglia ha lasciato un limbo di precarietà e licenziamenti a causa di un singolo giudice che ha smentito anni di giurisprudenza consolidata e diverse decine di sentenze di altri magistrati, anche dello stesso tribunale”. “E inaccettabile – prosegue il consigliere regionale – che ora si porti in aula una legge per assumere a sei mesi i dirigenti illusi da Vendola confidando nel fatto che quando il Governo la impugnerà e la Corte costituzionale si esprimerà per bocciarla, essa avrà già prodotto i suoi effetti banalmente transitori”.

“Che cosa diciamo oggi alle centinaia di medici ingannati dalle chimere vendoliane?”, chiede Greco. “Potremmo dire – afferma – che dopo anni di sonnecchiamenti, dovranno fare nuovi concorsi, senza neppure riserve di posti, perché Vendola era in tutt’altre faccenda affaccendato e non ha potuto degnare a questo tema la minima iniziativa di giunta. Oppure potremmo dire che da subito avevamo proposto di adottare per tutti una soluzione amministrativa, conciliatoria, e oggi non saremmo stati qui ancora a discutere”. “E invece – conclude Greco – c’è chi crede che portare in aula una legge incostituzionale sia il massimo che fosse possibile fare: se la voti Vendola, la leggina, e poi chieda scusa per l’ennesimo scempio della Costituzione e della decenza politica”.

 

Un Consiglio monotematico urgente sul personale sanitario

Inutile un altro ordine del giorno, dopo quello già votato il 28 dicembre scorso: servono impegni concreti

«È tempo che il presidente Vendola e il neoassessore alla Salute, Ettore Attolini, assumano su di sé tutta la responsabilità politica dei guasti che negli ultimi anni hanno portato migliaia di persone a perdere il lavoro, nella sanità pubblica e privata, molte volte proprio alla vigilia della promessa conquista del posto fisso». Lo afferma il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, secondo il quale «è urgente che il Consiglio chiami il governo regionale a rispondere in aula, durante una seduta monotematica, sullo stato delle vertenze sul fronte delle ex stabilizzazioni, delle internalizzazioni, della sanità privata convenzionata e della specifica, delicata questione relativa al personale della Asl di Foggia».

«Un ordine del giorno del Consiglio – ricorda Greco – ha già impegnato la giunta regionale a regolarizzare in via transattiva la posizione dei cosiddetti destabilizzati: a distanza di due mesi da quella riunione d’aula del 28 dicembre, non soltanto la delibera di indirizzo annunciata dall’ex assessore Fiore non ha visto la luce con il nuovo responsabile politico del settore, ma sembrano allo studio pericolose inversioni a U». «Ci sono Asl come la Bat e la salentina – spiega il consigliere regionale – che hanno già concluso decine di contenziosi riammettendo in servizio il personale licenziato ingiustamente: qualsiasi decisione difforme oggi, sconfesserebbe l’operato lodevole dei manager di queste Aziende sanitarie e esporrebbe peraltro la Regione a ulteriori contenziosi non essendo immaginabile, né essendo ragionevole che a seconda della provincia nella quale si capita si venga o meno stabilizzati».

«Se tutto questo non bastasse – prosegue l’esponente del centrodestra – si aggiungono i licenziamenti legati a un opacissimo processo di internalizzazione, che ha lasciato per strada diverse centinaia di lavoratori; c’è la crisi annunciata da molte strutture private convenzionate, che a seguito dei tagli operati dalla Regione saranno costretti a mandare a casa altre migliaia di operatori, medici e paramedici; c’è infine la delicatissima questione legata al personale de-stabilizzato di Foggia, dove se nulla sarà fatto si assisterà all’ingiusta penalizzazione di medici e dirigenti con i requisiti per la assunzione a tempo indeterminato rimasti al palo per la lentezza burocratica del management».

«Per tutto questo – conclude Greco – servirà a molto poco ripetere la liturgia dell’ordine del giorno, il quale avrà l’unico effetto di impegnare per qualche minuto il Consiglio regionale e una maggioranza finora afona sul tema, e niente di più: occorre che sia il governo regionale a rispondere alla richiesta di chiarimento e di soluzione che da troppo tempo ormai avanziamo senza alcun riscontro».